» Carne bio
Ormoni estrogeni, farmaci, mucca pazza, e chi più ne ha più ne metta, è ormai arrivato il momento di dire STOP alla carne. Allarmismo? Non direi, visto che aumenta esponenzialmente il numero di pubblicazioni scientifiche che correlano l’eccessivo consumo di carne alla diffusione di malattie a livello cardiovascolare e alla formazione di tumori.
Vediamo comunque la composizione media di un etto di carne di bovino adulto, che è la più gettonata
- acqua: 74.9%
- proteine: 21.3%
- lipidi: 2.8%
- glucidi: 23.2%
- calorie: 110
- ferro: 1.4 mg
- colesterolo: 65 mg
[ Tabella tratta da LA CUCINA BIOLOGICA, di Venetia Villani, edito da Mondadori ]
Passando all’agnello e al maiale, i valori della componente lipidica passano dal 2.8% all’8.8% e al 3.2%, rispettivamente. Lo stesso dicasi per la quantità di colesterolo.
In seguito ai ben noti episodi della mucca pazza, molti consumatori hanno scelto la carne di provenienza biologica, quale alternativa naturale. Ma che significa di provenienza biologica? Innanzitutto vuol dire che per legge, il mangime degli animali allevati biologicamente deve provenire per il 60% dall’azienda medesima, ed essere ovviamente esente da farmaci. Ciò implica l’esistenza di un limite massimo per il numero di capi che un’azienda può allevare. Per fare un esempio numerico, una singola azienda può allevare al max due bovini adulti maschi per ettaro di terreno. Lo scopo della formulazione di un limite massimo è duplice: 1) è l’azienda medesima che dovrà nutrire i suoi capi (senza rivolgersi ad altre aziende); 2) si avrà in tal modo spazio sufficiente per l’eliminazione dei liquami.
Per quanto detto, il mangime è di origine biologica, ma questo solo sulla carta, poiché secondo una circalare di qualche anno fa, è possibile aggiungere un’assegnata percentuale di mangimi vegetali di origine non biologica, escludendo quelli contenenti organismi geneticamente modificati.
Sta quindi all’onestà del singolo produttore la scelta. Per inciso, le migliori aziende bio utilizzano mangimi bio al 100%. Quindi è necessario leggere attentamente l’etichetta!.
Per quanto riguarda le modalità di allevamento: niente catene o box. Gli erbivori pascolano all’aria aperta. Idem per il pollame. Negli allevamenti convenzionali, ai polli viente tagliato parte del becco, per evitare che si becchino l’un l’altro, a causa del sovraffolamento.
Come è noto, negli allevamenti convenzionali si fa largo uso di farmaci antibiotici per favorire l’incremento di peso. Questo insano comportamento è naturalmente vietato dal regolamento vigente che controlla la catena di produzione dei prodotti biologici, inclusa la carne di animali.
Nella figura seguente è riportato un fac simile di certificato che garantisce la provenienza bio della carne:
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