» Albicocche secche
C’è una popolazione che vive ai piedi dell’Himalaya, gli Hunza, diventata famosa per la sua longevità. La buona salute di questo popolo è stata associata, almeno in parte, al particolare stile alimentare, che prevede il consumo di ingenti quantità di albicocche secche. Incidentalmente, gli Hunza le considerano un cibo-medicina.
Difatti le albicocche secche hanno svariate proprietà. Già il nome stesso suggerisce il ridotto contenuto di acqua rispetto al frutto fresco. Conseguentemente è più alto il contenuto di fibra vegetale, per cui le albicocche secche stimolano la peristalsi intestinale, diversamente da quelle fresche che invece hanno l’effetto opposto.
Al pari di quelle fresche, le albicocche secche hanno un buon contenuto di betacarotene. Ottimo il contenuto di minerali, ad esempio 100 grammi di prodotto contengono ben 980 mg di potassio. Anche il fetto è presente in buona quantità. La vitamina C è presente nella ragione di 12 per etto.
Attenzione: le albicocche secche devono essere scure. Diversamente, se hanno conservato il colore arancione, significa che sono state trattate chimicamente. Spesso e volentieri per essicare la frutta viene utilizzata l’anidride solforosa, che oltre ad essere tossica, distrugge la vitamina B1.
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2 commenti. »
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[...] La frutta secca più utilizzata è l’uvetta, ma vanno bene anche le albicocche secche [...]
[...] Albicocca. Ricca di potassio e vitamina A. Più precisamente, betacarotene, un precursore della suddetta vitamina. No è molto calorica, quindi possiamo farne un buon uso. Ha un’azione lassativa. Se si vuole enfatizzare quest’ultimo effetto, è preferibile assumere l’albicoca secca. [...]
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