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» L’alimentazione consapevole

Da tutto quello che abbiamo scritto in questo blog riguardo alle diete e regimi dimagranti, emerge un dato di fatto: l’importanza della componente psicologica nel processo di raggiungimento del peso forma. Ogni disagio esistenziale porterà ad un progressivo allontamento dal naturale regime dietetico, portandoci a mangiare troppo o troppo poco. In altre parole, è come se venissero sfasati i segnali che il nostro corpo ci trasmette riguardo al senso di fame e/o di sazietà.

Vediamo allora alcuni possibili rimedi.




Vi suggerisco la lettura del libro Quando le emozioni diventano cibo, per comprendere che nella stragrande maggioranza dei casi lo scatenarsi della fame nervosa deriva da un senso di frustrazione. Incidentalmente si è notata la grande efficienza nei confronti del dimagrimento, di tutte quelle attività che necessitano di una forte componente creativa. In parole povere, quando siamo emotivamente appagati, non abbiamo bisogno di “scaricarci” mangiando porcherie :) .

Parliamo ora della dieta privativa. Abbiamo detto fino alla noia che un regime dietetico ultrasevero non fa che bloccare il metabolismo, complice il malumore e la depressione che inevitabilmente comporta. Una persona sottoposta ad un tale regime, percepisce il diritto di “deviare” dalla dieta, commettendo ciò che vengono definite “trasgressioni”. Ma già il fatto di trasgredire indica una carenza di benessere e di equilibrio.

Abbiamo sempre asserito che i cibi ad alto indice glicemico sono dannosi, in quanto producono un “senso di vuoto” che si cerca di riempire mangiando all’infinito. Da qui la necessità di abbassare l’indice glicemico degli alimenti, assumendo cibi ricchi di fibra vegetale, gli unici in grado di spezzare tale circolo vizioso. Un secondo stratagemma consiste nell’aumentare il numero di pasti durante la giornata. Sfortunatamente è stato dimostrato che il glucosio induce una dipendenza psico-fisica simile a quella indotta dalle sostanze stupefacenti. La ragione è da ricercarsi dal fatto che le scariche insuline alterano i meccanismi biochimici del cervello deputati a regolarizzare il senso di fame e di sazietà. La classica dipendenza dai dolci rientra proprio in quanto appena detto.
Quindi occorre tempo e costanza. L’aspetto principale è compiere il primo passo, iniziando a ridurre – per poi eliminare quasi del tutto – i vari cibi ad alto indice glicemico.


indice glicemico

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laura in Alimentazione, Dietologia, Psicologia on giugno 12 2009 » 0 commenti
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