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» Grassi o lipidi
In passato si faceva largo uso di grassi saturi per friggere e condire gli alimenti. Non si trascuri, però, un elemento della massima importanza: allora i pasti erano improntati sulla frugalità e, non essendoci le macchine, l’uomo era costretto a compiere lavori più pesanti, per i quali doveva immagazzinare una “quantità di energia” superiore alla nostra.
Resta fermo il punto che, con il crescente aumento del consumo di carni, è in continuo aumento anche il consumo di grassi: 150 grammi di filetto magro contengono una buona quantità di proteine di alto valore biologico, ma anche una quantità assolutamente non trascurabile di grassi saturi.
I grassi saturi si trovano nel grasso degli animali terrestri e in alcuni grassi vegetali solidi. Più un grasso è solido più è nocivo al nostro fisico e l’eccesso può causare malattie cardiovascolari e processi degenerativi d’invecchiamento precoce, come l’arteriosclerosi.
In genere, gli olii vegetali e la frutta secca oleosa contengono per lo più grassi insaturi. Tra gli olii, quello più nutrizionalmente interessante è l’olio extravergine di oliva. Quest’olio, anche se ha origini antichissime, un tempo era usato solo nei riti religiosi, per ungere il capo al sovrano quando veniva incoronato, e il corpo ai morenti, oppure come combustibile per lamapade da accenere dinanzi agli dei.
Solo nel periodo romano l’olio di oliva cominciò ad essere usato come alimento, ma il suo costo era molto elevato.
Oggi possiamo dire che è alla portata di tutti e deve essere considerato un alimento primario.
I grassi sono essenziali nell’alimentazione quotidiana, in quanto sono coinvolti nel metabolismo delle vitamine liposolubili (A, D, E, K). Quindi una dieta ipolipidica è potenzialmente in grado di causare una ipovitaminosi delle suddette vitamine.





