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» L’alimentazione di giugno
Molti nutrizionisti consigliano il ritorno al sapore amaro. Un sapore che nella nostra civiltà ha sempre meno spazio e che i giovani ripudiano, essendo stati disabituati dal mangiare le insalate, le minestre, le verdure bollite: gli alimenti cioè che curano più di tutto la nostra salute, che proteggono il nostro sistema immunitario e depurano l’intestino da fermentazioni e scorie, che sono la causa principale di tutte le degenerazioni dei tessuti.
Siamo diventati la cultura del dolce, dello zucchero artificiale e l’amaro lo viviamo male. Al contrario, la più millenaria cultura contadina pensava che le “erbe amare” fossero il salvacondotto per entrare bene nell’estate. A giugno ci vogliono! Al primo posto mettiamo il radicchio, naturalmente quello rosso di Verona, ricco di betacarotene e di antociani, ottimo per la pelle, le artriti, i reumatismi e per ridurre il colesterolo cattivo. Anche il radicchio rosso lungo è un vero disintossicante: meglio consumarli tutti i giorni per tutto giugno. In insalata è l’ideale perchè i radicchi crudi conservano meglio i loro poteri antiossidanti. Aggiungetegli anche l’indivia belga, amara e ricca di fibre che stimola la peristalsi intestinale. Ricordiamo (è forse banale!) che le insalate devono necessariamente entrare in una qualunque dieta dimagrante.
Tra le erbe depurative amare non deve naturalmente mancare il tarassaco, ricco di Sali minerali indinspensabile e di Vitamine A, B, C. In insalata va consumato almeno due o tre volte alla settimana: si può naturalmente mischiare ai radicchi e si può aggiungere alle minestre tiepide di giugno, insieme alle altre erbe amare. Depura fegato, bile e reni e previene il diabete. E poi ci vogliono i germogli di luppolo, bolliti e consumati insieme agli asparagi.
Pensate che il luppolo ha queste due qualità, quasi opposte: da un lato ci trasmette la vitalilità delle piante rampicanti e ci regala un notevole surplus di energia, grazie alla sua forza di propagazione in natura. E dall’altro lato i germogli di luppolo ci portano un rilassamento profondo e in più favoriscono la digestione e combattono i disagi di chi soffre il cambio di stagione.
Guai se facciamo a meno della cicoria selvatica: appartiene come i radicchi e l’indivia al gruppo delle cicorie, come la catalogna. Quest’ultima si può mangiar ecotta nella varietà a foglie verdi, oppure come “puntarelle” che sono i germogli della varietà a coste larghe e bianche e che si mangiano crudi. La catalogna a foglie verdi è ricca di betacarotene e ferro, di vitamina C, di calcio e fosforo; mentre i germogli sono ricchi di antiossidanti.
Spazio anche alle ortiche e alle cime di rape, che sono un vero e proprio disintossicante dell’rganismo e anche all’Achillea, che è un potente antinfiammatorio e ha proprietà carminative, che facilitano cioè l’espulsione dei gas intestinali.
Per concludere: le erbe amare proteggonop il sangue dai grassi, dal diabete, dalle tossine e dai radicali liberi, per cui non devono assolutamente mancare nella nostra dieta giornaliera.




