» Dieta, grassi e colesterolo
Un consumo troppo elevato di carni e derivati, formaggi stagionati e dolciumi altera il rapporto grassi saturi/grassi insaturi, favorendo i primi. Il risultato è che si forma una riserva maggiore di grasso poco utilizzabile e ci si ritrova anche con una quota di insaturi inferiore rispetto al reale fabbisogno, con conseguenti alterazioni metaboliche.
Buone fonte di acidi grassi insaturi sono presenti nel latte e nei suoi derivati freschi. La tipologia di grassi insaturi ad alta massa molecolare presenti nel latte intero favorisce la riproduzione cellulare. Questa capacità di rigenerazione tessutale del latte intero è dovuta anche alla elevata quantità di vitamina A e di vitamina E disciolte nei grassi. Consumare latte sgrassato, dunque non ha senso, a meno che non ci sia un evidente intolleranza verso quello intero. In questi casi l’apporto compensativo più frequente delle uova diventa determinante. Altre sorgenti di grassi insaturi e di vitamine liposolubili, sono i prodotti della pesca, le uova, la soia, le noci, le mandorle e l’insostituibile olio extravergine di oliva, il più equilibrato in assoluto nel contenuto di grassi insaturi e saturi.
Tra i grassi è incluso anche il colesterolo che, in effetti, è un alcol superiore, con consistenza, dunque, oleosa. Il colesterolo per oltre è in massima parte prodotto dall’organismo a partire da altre sostanze; quindi, qualora non lo si ricavi dagli alimenti, la sua presenza è garantita dalla produzione endogena (=interna). Dal colesterolo si formano acidi biliari necessari per la digestione, ormoni necessari per la riproduzione e ormoni surrenali che regolano fasi importanti del metabolismo generale: dunque il colesterolo è un elemento fondamentale. Il suo eccesso può essere un rischio per la salute, ma un’alimentazione equilibrata ne garantisce le giuste concentrazioni individuali. Eventuali eccessi dipendono da una predisposizione genetica e da uno stato generale di nutrizione squilibrato e, d’altronde, non devono in assoluto rappresentare un motivo di preoccupazione, ma vanno interpretati in correlazione con altri valori clinici e nel contesto generale delle caratteristiche individuali.
Incredibilmente condannato per il “rischio-colesterolo” è l’uovo. È questo un altro clamoroso luogo comune privo di fondamento, perchè lìuovo, in virtù del suo potere nutritivo dovrebbe far parte di un qualunque programma dietetico. La presenza di “acidi grassi insaturi” nell’uovo può arrivare al 70%. L’uovo, inoltre, contiene la colina, che attiva le funzioni del sistema nervoso e la cui insufficienza nell’alimentazine può causare anche accumulo tossico di gliceridi nel fegato. Infine, la quantità di colesterolo contenuta in 2 uova equivale a quella contenuta in 200 g di carne, con la differenza sostanziale che l’uovo contiene molta lecitina, una sostanza che viene utilizzata con fini terapeutici per contrastare l’eccesso di colesterolo.




