» La frutta secca
Nelle popolazioni contadine, la frutta secca ha sempre costituito un’integrazione dei pasti, che diventava tanto più importante quanto più si assottigliavano le riserve di cereali e legumi dell’ultimo raccolto. Oggi invece, la frutta secca rappresenta un acquisto occasionale, concentrato soprattutto nel periodo di fine d’anno.
Per i vegetariani, la frutta secca si propone come integrazione sia di minerali che di proteine.
Dal punto di vista nutrizionale le proteine di questi alimenti sono incomplete, non hanno alto valore biologico, ma maigliorano di qualità se associate a cereali o legumi.
Certo, la frutta secca in guscio è molto ricca di grassi. Non a caso viene spesso definita “frutta secca oleosa”, in quanto da noci, nocciole, arachidi e anche mandorle è possibile estrarre olio. L’energia fornita da questi furtti è altissima, arrivando a valori superiori a 600 calorie l’etto. Un buon motivo per non esagerare con il consumo.
Il miglior momento è forse la prima colazione: infatti la frutta secca fa parte del muesli, miscela di cereali e frutta, energetica e salutare, molto gradita agli sportivi e a chi ama i cibi naturali. Ma si può anche scegliere di gustare qualche mandorla con il succo d’arancia, o qualche nocciola insieme al tè. La frutta secca
[ Tratto da LA CUCINA BIOLOGICA, di Venetia Villani, edito da Mondadori ]





