» Oli vegetali e pesce
Per prevenire il problema del colesterolo alto, mantenere nella norma i livelli di grassi nel sangue e ridurre l’ipercolesterolemia è necessario prima di tutto regolare la dieta, modulando le prescrizioni alimentari a seconda dell’entità del problema. In ogni caso, la prima buona regola è dosare i condimenti e prestare attenzione ai cibi che contengono gassi: alcuni, come l’acido oleico e gli Omega 3, sono benefici e aiutano a tenere sotto controllo il problema. Altri, come quelli contenuti nel burro e nei prodotti animali, sono dannosissimi. Ecco una piccola guida per orientarsi nella scelta.
Meglio il pesce della carne. Gli acidi grassi polinsaturi (i famosi Omega 3 e 6) presenti nei pesci grassi (salmone, trota, aringhe, sgombro, sarinde) svolgono un ruolo vitale per l’integrità e la funzionalità delle membrane cellulari e nella prevenzione delle malattie cardiovascolari. Questi grassi, abbinati alle proteine del pesce, prvengono la formazione di trombi, l’insorgenza di cardiopatie coronariche e riducono il tasso di LDL. Chi non ama il pesce può ricorrere agli integratori di acidi grassi in perle, reperibili in farmacia o in erboristeria.
Via libera all’olio di oliva. L’acido oleico contenuto nell’olio extravergine di oliva previene i depositi di colesterolo nelle arterie. Aggiunto a freddo, è l’ideale per condire e per cucinare. Se si deve friggere, è questo l’olio da preferire: a differenza degli altri oli è più stabile alle alte temperature.
Prova anche l’olio di riso: riduce il colesterolo cattivo. Tra gli oli vegetali più indicati per controllare i livelli di colesterolo c’è quello di riso: ottenuto dalla crusca di questo cereale, è un’ottima fonte di gamma orizanolo, una sostanza capace di abbassare il colesterolo cattivo (LDL); l’olio di riso ha un’azione ipolipemizzante (ovvero di distruzione dei grassi nel sangue): oltre che per condire, lo si può usare come integratore, prendendone un cucchiaino la mattina prima di colazione.
Perchè ridurre i grassi animali. Molteplici studi scientifici hanno confermato che l’aumento del colesterolo è incrementato dal consumo eccessivo di acidi grassi saturi, presenti soprattutto nei grassi di orgine animale: essi sono responsabili della formazione di ateromi a livello della parete arteriosa e sono pertanto un fattore di rischio nelle malattie cardiovascolari. I grassi saturi sono presenti soprattutto in questi alimenti, da ridurre il più possibile se non addirittura da evitare.
Questi sono i cibi “kille”
- Carni grasse, cervella.
- Salumi, insaccati, salsicce.
- Pelle del pollame, costine di agnello.
- Lardo, strutto, burro.
- Formaggi.
- Fritti.
- Olio di palma.
- Olio di cocco.
- Burro di cacao.
- Margarine solide.
- Tuorlo d’uovo.
- Gelati, pasticceria al burro e margarina.
- Panna, croissant, dolci di pasta sfoglia.
Attenzione al sale bianco: è un ulteriore danno per i vasi. I danni prodotti da un eccesso di colesterolo sono la conseguenza di una alimentazione non solo grassa ma anche ricca di sale bianco. Il cloruro di sodio (ovvero il comune sale da cucina) provoca infatti un irrigidmento delle pareti dei vssi sanguigni che, se sono già “ristretti” dalla presenza di placche di colesterolo, finiscono col bloccare il flusso sanguigno. Il sale bianco va evitato e sostituito con erbe, spezie oppure col sale grezzo o il sale rosa dell’Himalaya, che ha un’azione pulente sulle arterie.
[ Tratto da SALUTE NATURALE, di Riza ]




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