» Se mangi a colore riduci le calorie
Per trasformare il cenone in un pasto appagante ma anche dimagrante, prova a cambiare l’approccio, e invece di pensare con rammarico a tutto ciò cui si deve rinunciare, convoglia le tue energie ancora di più verso quei cibi golosi (come pesce, crostacei, frutta secca e cioccolata) che ti fanno sentire meglio, con conseguenti risultati positivi sulla bilancia.
Uova e peperoncino, linea ok. Tra i vari trucchi alimentari, ce ne sono alcuni che consentono di sostituire i cibi killer dei cenonni con degli equivalente a volte ancor più gustosi e senz’altro più salutari.
Ad esempio, un petto di pello al limone con le mandorle oltre a essere un piatto goloso, è utile per vincere la tristezza, grazie alla colina contenuta nel pollo. Si tratta di una sostanza che avvolge le fibre nervose e migliora la concentrazione, evitando tristezza e stress. La stessa sostanza si trova nel tuorlo d’uovo, melgio sodo o in frittata.
La curcuma invece, è quella polverina gialla che si ricava da una radice che arriva dall’Oriente, dove è molto usata in cucina.
La curcuma ha il pregio di ravviare il metabolismo evitando che i grassi ingeriti si trasformino in cuscinetti adiposi.
Contro il senso di ansia che spinge all’abbuffata, l’alleato giusto è il peperoncino: grazie alla capsicina che contiene, fa sì che le terminazioni nervose che si trovano nella bocca mandino apparenti segnali di dolore al cervelo, il quale per difendersi produce una maggiore quantità di endorfine, i neurotrasmettiri che nutrono il benessere e riducono la voglia di cibo. Sia curcuma che peperoncino sono, inoltre, degli osttimi sostituti del sale.
Il cardo mariano rinnova il fegato e ti rassoda.Il cardo mariano (Silybum marianum) è una pianta della famiglia delle Compositae, orignaria del bacino del Mediterraneo e molto diffusa anche nei prati comuni. Dal suo frutto viene ricavato l’estratto secco, ricco di una sostanza denominata silimarina. Questa possiede una valida azione protettiva sulle cellule del fegato nei confronti dei danni dovuti a sostanze tossiche ingerite con l’alimentazione (per esempio, l’alcol, i grassi animali). Inoltre, il cardo mariano stimola la produzione di nuove cellule epatiche nel caso in cui siano state danneggiate. Diversi studi hanno dimostrato che l’estratto di cardo mariano riduce le transaminasi nel sangue, cioè gli enzimi del fegato che aumentano quando quest’organo è sovraccarico.
Come assumerlo. Per un’azione depurativa e disintossicante si consiglia l’assunzione di una capsula di estratto secco di cardo mariano due volte al giorno, circa 30 minuti prima di pranzo e cena.
Le controindicazioni. Il cardo mariano va evitato da chi soffre di calcolosi biliare, perché stimolando molto il fegato – potrebbe scatenare una colica.
Con quali cibi devi abbinarli.
- Il cardo mariano risulta ancora più efficace quando lo associ a un’alimentazione ricca di vitamina C: a dicembre la trovi soprattutto in cavolo, verza, cavolini di Bruxelles, arance. Per 15 giorni, quindi, prima di pranzo mangia una piccola insalata preparata con questi vegetali affettati finemente e conditi con olio d’oliva e succo d’arancia.
- Ricorda anche di bere acqua minerale solforata o bicarbonata non frizzante, che aiuta la funzionalità epatica.





