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» Grassi: quali sono necessari e quali provocano problemi (parte 2)
Nel post precedente abbiamo parlato dell’importanza dei grassi, classificandoli in buoni e cattivi. La classificazione esatta è: grassi saturi, insaturi (monoinsaturi, polinsaturi).
Acidi grassi saturi sono il laurico, il miristico e l’estearico. Fino a poco tempo fa, questi facevano la parte, come nei film, dei cattivi: era chiaro, per esempio, che aumentavano il livello di colesterolo nel sangue. Oggi, si è dimostrato che tutto ciò non è del tutto sicuro: sappiamo, per esempio, che bisogna tener conto anche del contributo dei grassi monoinsaturi e il tipo di grasso polinsaturo per fare una valutazione generale della dieta di una persona. Come dire, se la sua quantità nella tua dieta giornaliera non supera il 10%, non avrai da preoccuparti. Il burro, il latte intero, la panna, gli insaccati o i dolciumi, sono esempi di alimenti con questi grassi.
Insaturi: monoinsaturi e polinsaturi. Il grasso monoinsaturo più famoso è l’acido oleico, o omega 3, che si trova principalmente nell’olio di oiva, oltre che in quello di arachidi. Si sa che il suo effetto sull’organismo è quello di prevenire le malattie cardiovascolari (riduce il livello di trigliceridi), anche se quest’ effetto può essere dato, semplicemente, dal fatto di essere il sostituto dei grassi saturi, secondo esperti dell’UE.
I grassi polinsaturi abbassano il livello di colesterolo totale e i livelli di trigliceridi nel sangue e riducono il rischio di formazioni di trombi o caoguli, però non aumentano il colesterolo buono (HDL), come invece fanno i mononsaturi. Presente negli oli vegetali e in alcuni pesci, tra loro ci sono gli essenziali omega 6 (linoleico) e omega 3 (linolenico).
La maggioranza degli europei già consumano grassi omega 6 in abbondanza, perchè molti oli vegetali li contengono in forma naturale. Adesso si raccomanda di assumere più grassi omega 3, visto che si crede che abbiano un effetto benefico per la salute del cuore e siano un elemento importante a difesa delle funzioni cerebrali e oculari.
I pesci grassi, come il salmone, l’aringa e lo sgombro, sono buone fonti di questo tipo di grassi, che anche si trovano nelle noci e in alcuni oli vegetali. Altri polinsaturi sono gli eicosapentaenoico e il docosaexaenoico, che si ottiene dal processo nell’organismo degli omega 3 e da alimenti che hanno i tipi di acidi grassi omega 3.




