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» Pesce azzurro: una miniera di omega 3
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“Pesce azzurro” è una denominazione di carattere commerciale, e non ha nulla di scientifico, nel senso che essa si riferisce ad una colorazione del dorso (blu e in alcuni casi verde) che caratterizzano alcune specie ittiche.
Le più diffuse varietà di pesce azzurro sono:
- sardina;
- alice o acciuga;
- sgombro;
- aguglia;
- spratto;
- alaccia;
- costardella;
Perchè preferire il pesce azzurro?
La ragione principale risiede nell’elevato contenuto di omega 3, acidi grassi polinsaturi. Come è noto, si tratta di acidi grassi essenziali, in quanto l’organismo non è in grado di eseguirne la biosintesi, onde vanno assunti con l’alimentazione. Riassumiamo di seguito le principali proprietà degli omega 3:
- correzione delle dislipidemie (aumento del colesterolo “buono” e riduzione del livello di trigliceridi);
- miglioramento delle performance mentali (memoria e apprendimento);
- normalizzazione della pressione arteriosa;
- miglior nutrimento della cute;
Oltre agli omega 3, l’aspetto nutrizionalmente interessante del pesce azzurro è il contenuto proteico. Registriamo una media di 20.8 g di proteine per 100 grammi di prodotto, quindi dello stesso ordine di grandezza di quello della carne bovina. Le proteine sono di elevato valore biologico. È necessario aggiungere l’alta digeribilità della carne di pesce rispetto alla carne di mammiferi terrestri.
Inoltre, il pesce azzurro è ricco di vitamine del gruppo B, mentre tra i sali minerali troviamo ottime quantità di calcio (che tra l’altro agisce positivamente sul senso di fame), oltre a fluoro, fosforo e ferro.
Il pesce azzurro è quindi un alimento che non dovrebbe mancare nella nostra alimentazione. La frequenza ottimale di consumo è di 3-4 volte la settimana, e il miglior metodo di cottura è quello lessato, evitando le fritture. In alternativa si può cucinare al forno.





