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» Resisti se la fame si fa sentire
Di solito i primi tre giorni della dieta vegetariana sono particolarmente impegnativi e prevedono soltanto il consumo di cibi liquidi, un bicchiere abbondante di centrifugati o succhi freschi di frutta (colazione) e verdura (pranzo o cena), accompagnati durante la giornata da almeno due litri di acqua naturale tiepida a basso residuo fisso. Questi primi tre giorni, seppur difficili da portare a termine, hanno un effetto di drenaggio imponente e utile per ripristinare la respirazione cellulare. Alla fine del secondo giorno di dieta e verso l’inizio del terzo la sensazione di fame tenderà a farsi meno pressante, per cui un digiuno di questo tipo potrebbe essere protratto anche per una settimana (sotto controllo medico). Questi primi tre giorni andrebbero affrontati durante il weekend o in un breve periodo di ferie, “staccando” dalla routine: la riduzione di calorie introdotte ha inevitabili ripercussioni sull’organismo sotto forma di spossatezzza e debolezza. Se si ha energia sufficiente, è buona cosa camminare 30-40 minuti, possibilmente all’aria aperta e in ambiente naturale.
A metà settimana mangia “crudo”. Il quarto giorno è esclusivamente dedicato a vegetali crudi, quindi una colazione di frutta di stagione e pranzo e cena con verdure, anch’esse di stagione, condite solo con olio di oliva spremuto a freddo e succo di limioine. L’aceto andrebbe sempre usato “di mele” ma è sconsigliato farne uso in primavera poichè non permette al fegato di compiere a pieno il proprio lavoro di depurazione. Il limone invece è un alimento deacidificante – al contrario di quanto si crede – per cui è indicatissimo. Molto importante sarà masticare bene e lentamente.
Il quinto, sesto e il settimo giorno va introdotta al mattino una colazione energetica naturale dei pregi sorprendenti: la crema Budwig di kousmiana. È un pasto completo, addirittura terapeutico.
Pranzo e cena del quinto, sesto e settimo giorno saranno a base di vegetali di stagione crudi e cotti sempre conditi con limone, olio di oliva spremuto a freddo e magari insaporito con un pò di acidulato di prugne umeboshi.




