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» Il cervello segnala il rischio di sovrappeso

Vi è una stretta e continua comunicazione tra il tessuto adiposo, il tratto gastrointestinale e il sistema nervoso centrale, fatta di segnali elaborati nel cervello e trasformati in risposte che regolano l’equilibrio fame-sazietà, quindi il bilancio energetico dell’organismo. I segnali sono molecole come la leptina che, prodota dalle cellule del tessuto adiposo, veicola i messaggi nell’ambioto del controllo della sazietà. Essa agisce sull’ipotalamo determinando una riduzione dell’introito di calorie e un aumento del dispendio energetico. La produzione di tali sostane è influenzata da fattori congeniti (le informazioni genetiche che ciascuno di noi ha nelle proprie cellule). Ma il fattore che più determina il comportamento alimentare di una persona che influsce per oltre il 70% sul bilancio energetico. Alimentazione scorretta, eccessi alimentari e sedentarietà alterano la produzione di tali sostanze. E il meccanismo alterato può favorire il sovrappeso.

Il meccanismo della fame. Nell’organismo umano due centri ipotalamici, influenzati da numerosi neurotrasmettitori e ormoni, inviano segnali che spingono o meno alla ricerca di nutrimento. In condizioni di digiuno è attivo il centro della fame, mentre dopo il pasto prevale quello della sazietà.
Tali centri ricevono innumerevoli segnali regolatori, alcuni dei quali più rilevanti degli altri. L’intensa ricerca sui meccanismi fisiologici alla base dell’obesità ha portato alla formulazione di diverse teorie, vediamo le due principali.

Teoria glucostatica. Lo stimolo più importante sulla regolazione dell’appetito è la glicemia. Dei recettori cerebrali monitorizzano costantemente la concentrazione di glucosio nel sangue. Non appena la glicemia tende a scendere al di sotto dei valori di guardia, si innesca lo stimolo della fame.
Viceversa, quando il glucosio ematico si alza eccessivamente, il cervello capisce che non è più necessario mangiare.

Teoria lipostatica. I centri della fame e della sazietà sono influenzati dai depositi di grasso dell’organismo. Quando le scorte iniziano a scarseggiare, il centro della fame stimola l’assunzione di cibo. Non appena i depositi vengono ricostituiti attriverso il cibo ingerito, il cervello riceve un segnale inibitorio sullo stimolo della fame.




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admin in Sovrappeso am maggio 07 2010 View Comments

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