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» Farro: una miniera di metionina
Il farro è giustamente considerato l’antenato del frumento; le differenze da quest’ultimo sono macroscopiche: ad esempio, ha i tegumenti esterni incollati al chicco, e in questo è simile all’orzo. In Occidente il farro si è diffuso molto, grazie ai sostenitori della cucina macrobiotica.
Esaminiamo il contenuto medio di un etto di farro
- acqua: 10.4%
- proteine: 15.1%
- grassi: 2.5%
- carboidrati: 67.1%
- fibre: 6.8
- energia: 335%
- potassio: 494 mg
- ferro: 0.7 mg
- potassio: 440 mg
[ Tabella tratta da LA CUCINA BIOLOGICA, di Venetia Villani, edito da Mondadori
Da tale tabella vediamo che la composizione del farro è simile a quella del grano dura. Le proteine del farro contengono comunque una concetrazione maggiore dell’aminoacido metionina. Si osservi che tale aminoacido è quasi sempre carente nelle proteine vegetali.
Attualmente esiste una vasta varietà di prodotti contenenti farro, dalle merendine alla pasta al farro.
Quando invece viene cucinato, è necessario un ammollo preventivo, come nel caso dei legumi, con la differenza che in questo caso l’acqua dell’ammollo non va buttata (per i legumi la procedura è diversa, poiché nell’acqua vengono liberate alcune tossine), ma utilizzata per la cottura.
Per quanto detto, sono numerosi i prodotti a base di farro. Per ultimo segnaliamo il pane biologico fatto con farina di farro.
L’unico aspetto negativo del farro è quello economico, in quanto ha un prezzo eccessivo.





