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» Danni causati dai radicali liberi

Abbiamo già parlato del danno causato dai radicali liberi.
Il primo che formulò un’ipotesi circa il ruolo dei radicali liberi nel processo di invecchiamento fu Denham Harman, un ricercatore impiegato nello studio degli agenti che posson causare l’insorgenza di mutazioni a carico del DNA.





Herman fu colpito dall’elevata reattività chimica di tali frammenti di molecola o di atomo contenenti almeno un elettrone spaziato che possono essere prodotti da quasi tutte le molecole, mediante l’allontanamento di un elettrone da uno più dei loro atomi. Quanto contengono elettroni spaiati, gli atomi hanno una forte tendenza ad attrarre gli elettroni di altri atomi o melocole, in modo da ritornare al loro stato stabile, nel quale tutti gli elettroni sono appaiati.
Herman ipotizzò che l’attività dei radicali liberi potesse rendere conto dei danni al DNA che egli riteneva responsabili dell’invecchiamento. Ancora una volta, l’idea scaturì da studi sulle radiazioni, che – è accertato – generano radicali liberi.

Una volta formatosi, un radicale libero può innescare e propagare un avera e propria reazione a catena, nella quale atomi e molecole si sottraggono elettroni a vicenda. Il processo di trasferimento di elettroni da una molecola all’altra è noto come ossidazione.

I radicali liberi arrecano gran parte dei danni di cui sono responsabili in modo diretto, pittosto che attraverso il danneggiamento di geni.

Per fortuna il nostro organismo non è del tutto inerme nei confronti degli attacchi dei radicali liberi. Antiossidanti come le vitamine E e C possono assorbire i radicali liber e quindi rallentare la propagazione delle reazioni a catena da essi innescate. Oltre a queste vitamine, numerosi enzimi interrompono le reazioni dei radicali liberi, allontanando le molecole formatesi nel corso della sequenza. Ai radicali liberi si ritiene comunque che siano da attribuire importanti e continui danni chimici alle macromolecole vitali – in particolare il DNA, alle proteine e ai lipidi presenti nelle membrane cellulari.

I radicali liberi non sono però l’unica causa dei danni ossidativi. Questo tipo di danno può contribuire all’invecchiamento anche quando scaturisce da altri processi, la cui chimica è molto complessa e solo parzialmente chiarita.

D’altro canto, la formazione di radicali liberi fa anche parte del normale metabolismo e quindi non può essere completamente evitata. Reazioni ossidative che coinvolgono la partecipazione dei radicali liberi hanno luogo in molti tessuti di tutti gli organismi. Per esempio, sembra che il radicale libero ossido nitrico svolga la funzione di neurotrasmettitore o neuromodulatore: che, in altre parole, sia un segnale chimico usato, nel cervello, per la comunicazione fra le cellule nervose. Inoltre, durante le infezioni e i processi infiammatori i radicali liberi vengono prodotti anche dai macrofagi tissutali (cellule specializzate del sistema immunitario) presumibilmente allo scopo di inattivare o uccidere le cellule che invadono l’organismo e che non tollerano questi agenti chimici altamente reattivi.

[ Tratto da: L'invecchiamento. Una storia naturale di Robert E. Rickflefs, Calebe E. Finch. Edito da Zanichelli ]

radicali liberi

(continua…)

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admin in Antiossidanti,Invecchiamento am agosto 12 2009 View Comments

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